La "Trilogia del sogno e del desiderio"

Scopri la nuova opera drammaturgica di Maria Paola Conrado, appena pubblicata  da Il Filo di Arianna Edizioni, vincitrice del concorso "Pubblica il tuo libro" edizione 2024. Queste commedie sono il frutto di un profondo lavoro di direzione di laboratori teatrali, che ha generato un'esperienza creativo/inclusiva, grazie al contributo attoriale di ogni singolo allievo.

Il "metodo senza metodo":
 un approccio unico

Le tre commedie non sono pensate a tavolino: sono il risultato di incontri, di improvvisazioni, di sudore e di risonanze. Ogni testo porta dentro di sé le tracce dei corpi che lo hanno generato, delle voci che lo hanno attraversato, delle domande che sono emerse in sala prove. Sono il frutto di un "metodo senza metodo" o, per usare un'espressione molto in voga oggi, di un metodo quantistico, che è il risultato di anni di lavoro in cui la pedagogia e la drammaturgia si sono intrecciate fino a diventare una cosa sola. Ogni battuta nasce da un volto, da un respiro, da un’intuizione condivisa. Sono testi che hanno avuto un "corpo" prima ancora di avere una forma, una relazione prima ancora di avere una trama. 

Un volume nato dal teatro vivo

Dedico questo volume a tutti coloro che, negli anni, hanno portato in sala prove la loro diversità, la loro unicità, “costringendomi” a reinventare quotidianamente il mio lavoro. Perché senza di loro, senza ciascuno di loro, questi testi non esisterebbero.

il Teatro – quello con la T maiuscola – è un luogo in cui il singolare diventa collettivo, senza perdere la propria unicità. Un luogo in cui l’incontro con gli altri  uno per uno  continua a generare senso, movimento, trasformazione.

Maria Paola Conrado

«Il testo della Conrado si rivela da subito un interessante spunto di riflessione sul teatro stesso e sui suoi protagonisti - i Personaggi - che prendono vita sul palco facendo sognare gli spettatori, catapultandoli in un mondo “altro” in cui vivere avventure ed emozioni diverse dal quotidiano. Le commedie sembrano prendere in prestito la magia tutta shakespeariana di “Sogno di una notte di mezza estate” per elaborarla a livello più personale e con un tocco di modernità. Sicuramente l’idea proposta ha stregato la sala: il pubblico era realmente partecipe delle avventure disavventure vissute dai personaggi.»
(Diana Della Mura - LA PLATEA)